Grazie Marinetti

Ora che abbiamo ucciso il chiaro di luna,

Ora che la velocità ci ha usurato,

E gli artisti giacciono per la strada

Sostituiti da macchine che non sentono l’arte;

Quale canto ci sarà conforto nelle notti di malinconia?

Quale luce guiderà i nostri passi nel buio prima dell’alba?

Quali flutti saranno così puri da lavare i nostri cuori appesantiti?

Muti di parole adatte, non ci resta che gridare la nostra inadeguatezza

Ad un mondo che è nostra creatura

E non ci corrisponde.

Con versi ferini cercheremo di strapparci di dosso

Ma invano

Questa muta inanimata che riporta l’umano al di sotto della fiera da cui si eleva.


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