Ora che abbiamo ucciso il chiaro di luna,
Ora che la velocità ci ha usurato,
E gli artisti giacciono per la strada
Sostituiti da macchine che non sentono l’arte;
Quale canto ci sarà conforto nelle notti di malinconia?
Quale luce guiderà i nostri passi nel buio prima dell’alba?
Quali flutti saranno così puri da lavare i nostri cuori appesantiti?
Muti di parole adatte, non ci resta che gridare la nostra inadeguatezza
Ad un mondo che è nostra creatura
E non ci corrisponde.
Con versi ferini cercheremo di strapparci di dosso
Ma invano
Questa muta inanimata che riporta l’umano al di sotto della fiera da cui si eleva.
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