Arranco sulla mia vita in piano e non trovo acqua che mi disseti, aria che mi ossigeni abbastanza. La stanchezza s’è addormentata sulle mie spalle carica di noia leggera, è insostenibile. Se mi vedi che non rido, non c’è niente che non va, ho solo un pungolo su un fianco che chissà cosa vorrà?
È la mia parte più profonda che mi grida dalla pancia. Cosa vuoi? Non ti conosco. Che ti manca del passato? Hai tutto quello che hai sognato.
Ho scartato tutte le mie caramelle, resto con le carte vuote e un mal di denti. Dov’è quella voglia adolescente di correre verso la linea dritta dell’orizzonte, dove cielo e mare non si incontrano mai? Dov’è il coraggio di perdersi in quell’infinito per trovare il tegame d’oro ai piedi del mio arcobaleno?
Pungolo, da che parte mi chiami? Ora che ti ascolto, non ti sento più, codardo. Dove cercarla? Non ho più verità.
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