Scusate signori, se me ne sto in disparte e non vengo a prender parte alle vostre convivialità. Non è per voi davvero, ma ho questo sasso strano che mi ingombra e mi insudicia il vestito. Non vorrei presentarmi a voi come chi non è degno della vostra compagnia, non vi sia di scandalo questo mio sasso, non vi sia di inciampo il mio fardello. Davvero sarebbe interessante ascoltare alcunché di voi, ma il mio mestiere è di trasportare questo sasso, e non è per questa vita il piacere di passeggiare insieme.
Tu che ti rannicchi intorno al tuo fardello, di cui conosci il peso, ma ignori il suo valore, fermati e voltati una volta. Alza le spalle e apri le tue braccia, lascia che il mondo veda quel tuo sasso senza temere che te lo porti via. Quello che tu conosci come una vergogna è un diamante puro e meraviglioso; quello che ti ingombra e insozza gli abiti è una pietra che viene dalla terra, ma per valore arriva fino al cielo. Lascia che ti aiutino a pulirlo, a liberarlo dalle impurità, e la tua luce brillerà per tutti, e la tua storia ci illuminerà.
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